Francesco, un video così leggero può far sembrare le crisi globali meno gravi di quello che sono? Sì, più che altro può trasformare una situazione tragica in qualcosa di tragicomico, con il rischio di allontanare il pubblico invece che avvicinarlo al tema. Onestamente, non ho ben capito quale sia il messaggio di questo video. Dal punto di vista tecnico, è realizzato molto bene: il montaggio è efficace, la comunicazione scorrevole, e la protagonista è spigliata, sembra quasi un’influencer esperta. Ma qual è l’obiettivo del video, oltre a intrattenere? Dal punto di vista della comunicazione istituzionale, non mi è chiaro il suo scopo. Il rischio, paradossalmente, è che un approccio così leggero allontani le persone invece di avvicinarle. La comunicazione può certamente essere dinamica e coinvolgente, ma deve avere anche sostanza. Questo video dura due minuti, ma non trasmette un messaggio chiaro. Alla fine, cosa rimane?
Dove sta il confine tra una comunicazione istituzionale efficace e una che rischia di diventare solo un modo per attirare like?Il confine è molto labile e dipende dall’obiettivo finale. La comunicazione, qualsiasi essa sia, è uno strumento che deve servire a qualcosa. Se l’unico scopo è ottenere like e visibilità, allora non è più comunicazione istituzionale, ma puro intrattenimento. I politici non dovrebbero comportarsi da influencer, ma possono certamente adottare tecniche e modalità comunicative tipiche del mondo digitale per rendere i messaggi più efficaci. Il montaggio accattivante, il linguaggio diretto, la capacità di coinvolgere il pubblico sono tutti strumenti utili, ma devono essere al servizio di un messaggio chiaro e di valore. Se manca un obiettivo ben definito, la comunicazione rischia di ripiegarsi su se stessa. Il problema è che, se tutto si riduce a una corsa ai like, l’impatto reale del messaggio si perde. Il giorno dopo, il video potrebbe essere già dimenticato e, peggio ancora, i temi più seri rischiano di essere presi meno sul serio.
Anna Maria Luce è candidata alla carica di sindaco di Taranto, in vista delle elezioni comunali che nella città pugliese si terranno il 25 e il 26 maggio. Ci dirai, e quindi qual è il problema? Non c’è nessun problema ma una significativa provocazione: Anna Maria Luce non è un’umana, ma un’IA.
"Se l’Intelligenza Artificiale può migliorare la medicina, la mobilità e l’industria, perché non dovrebbe supportare il governo di una città?”
dichiarano a Wired i creatori di questa campagna provocatoria.“
Una domanda interessante a cui sicuramente non oggi ma nel prossimo futuro dovremo rispondere in maniera puntuale e precisa. Oggi, come scrive Andrea Daniele Signorelli su Wired, ci basta sapere che: “Nel campo della governance, i limiti maggiori con cui si è scontrata, quando messa alla prova, l’intelligenza artificiale sono fondamentalmente tre: utilizza dati relativi al passato per modellare il futuro (con il rischio di perpetuare pregiudizi e stereotipi), favorisce il campione statisticamente dominante (penalizzando le minoranze) e risulta spesso incapace di modificare la sua analisi a seconda dei differenti contesti. Ma è davvero così che dovrebbe funzionare un’intelligenza artificiale al servizio della politica? Molto probabilmente, no. L’intelligenza artificiale non è un sostituto dell’essere umano, ma qualcosa di più simile a un suo assistente. Non si contrappone a noi, ma ci è complementare. Noi siamo più bravi ad analizzare il contesto e a individuare soluzioni impreviste, la macchina può fornirci un eccezionale supporto grazie alla sua capacità di macinare enormi quantità di dati, trovando correlazioni a noi invisibili al loro interno.”
Se scrollando i social ti è capitato di incappare in post che parlavano di “il prime estivo” ma non c’hai capito molto non preoccuparti, proviamo a spiegartelo noi. Su TikTok e Instagram in queste ultime settimane gira un trend che fa più o meno così: “Quando mi dicono che sono bello ma non mi hanno ancora visto nel mio prime estivo”.
È, ovviamente, un’espressione inglese che ha, innanzitutto, un valore positivo e indica quel preciso momento quando stiamo bene, quando siamo molto vitali e pieni di energia. Il senso del trend è quello di condividere una foto o un video delle estati precedenti dove ci siamo sentiti bene, ci piacciamo.
Sui social anche Gerry Scotti ha cavalcato il fenomeno.