Il Manifesto della comunicazione
non ostile e inclusiva

Cos’è

Sono dieci principi di stile a cui ispirarsi per scegliere parole giuste, parole che sappiano superare le differenze, oltrepassare i pregiudizi e abbattere i muri dell’incomprensione. Parole che ci liberino dalle etichette, che non ci isolino, che non ci facciano sentire sbagliati. È il Manifesto di chi quotidianamente rischia di restare ai margini.

  1. Virtuale è reale

    Comunico in rete come faccio nel mondo reale, rispettando le persone e le loro differenze, le fragilità e i punti di forza. Scelgo di includere, senza giudicare o discriminare.

  2. Si è ciò che si comunica

    Rispetto la mia identità e decido liberamente di definirmi per come sono, o di non definirmi affatto. Accolgo la complessità e la molteplicità. Valorizzo la diversità creativa.

  3. Le parole danno forma al pensiero

    Evito con cura stereotipi, cliché, allusioni o modi di dire offensivi o sminuenti.
    Contrasto ogni pregiudizio. Scelgo sempre parole chiare e facili da comprendere, corrette, gentili.

  4. Prima di parlare bisogna ascoltare

    Costruisco relazioni fondate sull’ascolto paziente, la comprensione e l’empatia.
    So che opinioni diverse allargano il mio orizzonte, e che dallo scambio nasce il senso di comunità.

  5. Le parole sono un ponte

    Coltivo la curiosità, l’apertura, il dialogo positivo che nasce quando si superano le barriere mentali, sociali, culturali, gerarchiche. Il mio linguaggio sa creare inclusione e cittadinanza.

  1. Le parole hanno conseguenze

    So che le parole possono ferire o curare, sostenere o schiacciare. Parlo in modo tale da comprendere tutte le identità, le condizioni, le appartenenze, gli orientamenti e le culture.

  2. Condividere è una responsabilità

    Prima di condividere testi, video o foto mi domando se aggiungono qualità alla discussione e se promuovono il rispetto. Verifico che le fonti siano oneste, neutrali e veritiere.

  3. Le idee si possono discutere.
    Le persone si devono rispettare

    Valorizzo la pluralità delle opinioni e delle esperienze e accolgo ogni diverso pensiero come una ricchezza. Se dissento, favorisco un confronto aperto, civile e costruttivo.

  4. Gli insulti non sono argomenti

    Insultare è un modo di esprimersi violento e primitivo. È doppiamente deplorevole se si indirizza a chi è discriminato e sperimenta la povertà, il disagio, la paura, lo stigma o l’emarginazione.

  5. Anche il silenzio comunica

    Scelgo il silenzio per ascoltare e ragionare meglio. O per spegnere polemiche distruttive. O quando non ci sono parole adeguate, e un gesto di empatia vale più di ogni discorso.

L’arte incontra il Manifesto

 

Il Manifesto ha ispirato anche l’illustrazione dall’artista Viola Gesmundo dal titolo “Le parole ci uniscono”. Grazie allo sviluppo attraverso la realtà aumentata interagendo con l’opera attraverso uno smartphone questa si animerà mostrando un breve cortometraggio che vuole raccontare come ognuno di noi è aggrappato al linguaggio e quando questo viene meno, tutte le relazioni che ci legano cadono nel vuoto come i personaggi rappresentati. L’animazione è stata possibile grazie al supporto di Bepart e Carlo Mossetti.

 

 

Prova l’opera in realtà aumentata seguendo 3 semplici passaggi:

1.

Scarica l’app Bepart gratuita, su Playstore per Android e iOS

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Inquadra l’immagine

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Lasciati sorprendere

partner ufficiale

Un grazie particolare a Diversity che ha partecipato anche al lavoro di revisione del decalogo.

Le associazioni che hanno partecipato alla scrittura
Abili Oltre, AGESCI, AIDIA Trieste, Amici dei Popoli, Amnesty International Italia, ARCI APS, Arcigay, Asd Calicanto Onlus, Assist, Associazione Atobiu, Associazione Carta di Roma, Associazione Certi Diritti, Associazione L’Arca di Monte San Savino, Associazione Per i Diritti Umani, Associazione Risvolta, Associazione Salusmundi, Associazione Via Wibicky, AVIS, Avvocatura per i Diritti LGBTI- Rete Lenford, Binario 49, Casa delle Donne del Mediterraneo, CCM, CSM di Cividale, CILD, Città Nuova, Cooperativa CONVOI, cooperativa sociale “Il Mosaico”, Coopertiva Nuovi Vicini di Pordenone, Coordinamento CARE, COSPE Onlus, Differenza Donna, Disabili.com, Endofap Sicilia Don Orione, FIABA Onlus, Fight the stroke, FOCSIV, Gruppo Missione Alem, ICS, ILIKEPUGLIA, KARATE DO TRIESTE asd, La Casa di Chiara e Francesco, Lega Pro, Libere Sinergie, MID, Non Profit Women Camp, Organizzazione di volontariato “INSIEME”, Osservatorio Nazionale Adolescenza, Rete al Femminile, Rete Genitori Rainbow, SCOM, Scuola Penny Wirton, Soroptimist International d’Italia, Stati Generali delle Donne, UCSI, UNAR, ValoreD, WFWP ITALIA, Women in White society, Zeno Trieste.
Le aziende che hanno partecipato alla scrittura
Auticon, BASE Milano, BMW, CAMST, Coca-Cola HBC Italia, Costa Crociere, Danone, De Agostini Scuola, Discovery Italia, DiverCity magazine, Erickson, Fastweb, Fondazione IBM Italia, Fondazione Mondo Digitale, IBM, illy, Italtrike, Newton, PIGNA, Rai, ScuolaZoo, Smemoranda, Sorgenia, Spin Master Italia, Telecom Italia, UBI Banca, Unlimited Views,Vodafone Italia, Young Digitals.
Gli esperti che hanno partecipato alla scrittura
Alessandro Tudino, Angelo Fallico, Carlotta Cubbeddu, Giorgia Serughetti, Guido Dell’Acqua, Laura Cianci, Laura Gibertoni, Manuela Manera, Marco Bressan, Marco Magnano, Marco Sanavio, Paolo Bolla, Paolo Ricciardelli, Patrizia Di Fresco, Raffaele Buscemi, Silvia Rizzi, Stefano Biancu, Tania Holzer.
Gli utenti della community che hanno partecipato alla scrittura
Chiara Bigatti, Cinzia Clinteo, Claudia Malva, Fabiola fenili, Fabiola Maria Bertinotti, Francesco Lia, Gaetano Moraca, Giobbe Pellegrino, Giulia Mangani,Giulia Sergiacomo, Isabella Tomassucci, Paola Monisso, Rosa Perupato.
Altre realtà che hanno partecipato alla scrittura
Biblioteca Civica multimediale Archimede di Settimo Torinese, Università Cattolica del Sacro Cuore, Garante dei diritti della persona FVG.

La presentazione del Manifesto

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